L' AZIENDA


L’Azienda Agricola Pupillo, fondata nel 1908, occupa buona parte dell’estensione che un tempo costituì il Feudo della Targia, celebre non solo per il castello federiciano, ma anche per i fertili suoli in grado di donare sapori e profumi unici a ogni produzione.


Per oltre vent’anni Nino Pupillo si é dedicato alla ricostituzione delle vigne dei suoi avi per riproporre il Moscato di Siracusa, vino scomparso da tempo, che declina la storia di queste terre coniugandola con le più moderne tecniche di vinificazione.

Nino Pupillo
U Baruni

 Classe 1950, agronomo, vent'anni fa è impazzito e ha deciso di dedicarsi anima e corpo al Moscato di Siracusa. Con risultati eccellenti.

Carmela Pupillo
Wine-Maker

Classe 1977, laurea in lettere e diploma da sommelier, ha il dono dell'ubiquità e arriva prima di tutti la mattina. Ma non cercatela al telefono.

Sebastiano Pupillo
Webmaster

Classe 1976, laurea in comunicazione, barba lunga, macchina fotografica sempre al collo, vive a Roma. L'hipster di famiglia, insomma.



IL TERRITORIO


Non distante da Megara Hyblaea, una delle prime colonie greche in Sicilia, il feudo della Targia si estendeva per oltre 140 ettari, incastonati tra il mar Ionio, le rovine del Castello Eurialo costruito tra il 402 e il 397 a.C., e le Mura dionigiane. Forte di una lunga tradizione familiare, l’Azienda agricola Pupillo ha recuperato il gusto perduto del Moscato di Siracusa e rinnovato quello più consolidato del Nero d’Avola. I vigneti crescono rigogliosi nei sei appezzamenti di Senie, Mulino, Podere 27, Tre Ettari, Favaraggio e Vignazza delle Monache, terreni eterogenei in cui la componente calcarea, che conferisce delicatezza alle uve del Moscato, si alterna e quella vulcanica che, invece, rafforza la corposità dei rossi e del Nero d’Avola.


L’accurata selezione delle uve, raccolte nelle fresche mattinate estive per conservarne intatte le proprietà organolettiche, è preludio a una produzione vinicola di qualità in cui la mano dell’uomo mescola abilmente i sapori e gli odori (zagara, agrumi, uvetta, pesca, albicocca, gelsomino, miele) più caratteristici del ricco territorio siracusano. In quest’oasi di verde, che si insinua nella fertile piana siracusana di Epipoli e respira l’aria salmastra della vicina costa mediterranea, nascono le prestigiose etichette che consolidano una tradizione familiare lunga un secolo e raccontano la storia della città di Siracusa.


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LA STORIA


Lungimiranza imprenditoriale, radicamento sul territorio, valorizzazione delle attività e delle colture agricole tradizionali, indissolubile legame con il Feudo della Targia: sono sempre stati questi i punti di forza della famiglia Pupillo, tra le più note e antiche di Siracusa. Nel primo decennio del XX secolo i Pupillo, originari di Ferla, fissano la propria dimora nel Castello di Federico II: a volerlo è Antonino Pupillo, giovane avvocato e sindaco di Ferla, innamoratosi del Feudo di Targia per la mirabile bellezza naturalistica.


A fine anni ’80 Nino Pupillo, il nipote del fondatore, decide di piantare la prima vigna di Moscato di Siracusa, onde evitare la sparizione di una DOC troppo a lungo dimenticata. Ancora oggi la fertilità di questa terra garantisce la coltura dei prodotti tipici della dieta mediterranea: agrumi (con la ripresa della varietà storica delle arance siracusane, ossia le arance pigmentate: tarocco, sanguinello, moro), ortaggi (patata novella siracusana), olio d’oliva e vino.

Eloisa Barresi
Baronessa di Canseria


Antonino Pupillo
Sindaco di Ferla



Sebastiano Pupillo
Avvocato e imprenditore